MediaShopping .info

mediashopping per il tuo shopping

mediashopping info

shopping online

Mediashopping .info  per chi ama fare shopping usando i media.

Niente di più bello che girovagare tra le mille vetrine per fare acquisti, emozionante, pratico e vantaggioso. Lo shopping è una passione ma anche un'esigenza e con Shoppins Line si può facilmente fare shoppingonline comodamente seduti davanti al PC, un vero media shopping dove acquistare a New York, in Italia e qualunque altro paese del mondo. Lo shopping è finalmente libero, lo shopping è finalmente sicuro, lo shapping è finalmente vantaggioso grazie ai suoi sconti e le sue offerte tipicamente praticate dai grossisti. hsopping zopping. Entra nei nostri negozi outletMediashopping options

Audio Video e multimedia
Fotocamere, Tv LCD, Lettori, ecc..
Gadget e Idee Regalo di mediashopping.info
Per Bambini, Per Lei, Per Lui
Sport e media Fitness
Calcio, Tennis, Ciclismo, Fitness
Casa e Giardino da mediashopping online
Casa, Infanzia, Giardino
Hobby e Fai da Te di mediashopping.info
Fai da te, Modellismo, Collezionismo
Software e programmi multimediali
Anche per Cellulari
Computers e simili da mediashopping.info
Palmari, Portatili, Pc, Ecc.
Libri di mediashopping.info
Letteratura, Ragazzi, Enciclopedie
Telefonia e media
Fissa, Cellulari, Batterie, Cordless
DVD e Video da mediashopping.info
Film Dvd, TV e Home Cinema
Moda e Accessori da mediashopping .info
Moda, Orologi, Bigiotteria, ecc...
Ufficio e mediawork
Forniture e materiale di consumo
Elettrodomestici di mediashopping.info
Climatizzazione, Frigo, Lavatrici
Musica: CD e Strumenti Musicali mediashopping
Cd musicali, Lettori Mp3, Produzione
Viaggi e Vacanze
Hotel, Voli, Vacanze, Noleggio auto
Fotografia e media di mediashopping.info
Stampa foto, Apparecchi fotografici
Salute e Bellezza da mediashopping.info
Gioielleria, Profumeria, Benessere
Vini e Gastronomia e niente media
Vini e Liquori, Specialità...
 
AVVERTENZE
Questo sito non ha alcuna relazione con Mediashopping.it
MediaShopping è un canale televisivo di televendita del digitale terrestre di Mediaset. Negli altri canali appartenenti alla Mediaset vi sono telepromozioni di cinque minuti una o più volte al giorno. Questo canale televisivo, trasmesso su Digitale Terrestre 24h/24, nasce dalle ceneri di Canale D, canale analogico di televendite acquisito da Mediaset.

Mediashopping.info è invece un sito che espone i prodotti delle società selezionate da Tradedoubler.

Un nuovo peccato tenta le donne: comprare di tutto e di più.

Sempre più donne stregate dallo shopping sperperano danaro in boutique d’alta moda, ai grandi magazzini, sui media o anche al mercatino rionale. Frivolezza? Incoscienza? Niente di tutto ciò. Il bisogno di comprare di tutto nasconde spesso tanta insicurezza e una grande debolezza. E’ il bisogno di spendere, infatti, il nuovo lato debole delle donne. Si tratta di un vizio nascosto ma molto diffuso: un bisogno tutto femminile che “serve” a cancellare momenti di tristezza o semplicemente di noia e a riempire vuoti affettivi. Un modo tutto nuovo (e piuttosto costoso) di coccolarsi. Acquistare è l’oppio del popolo femminile Negli Anni Sessanta e Settanta quando il movimento femminista diventò pienamente attivo le donne cominciarono ad esercitare il loro diritto a spendere. Annette Lieberman e Vicki Lindner in Unbalanced Accounts dichiarano: “abbiamo superato difficili ostacoli per raggiungere 1’ indipendenza economica, a volte con costi enormi, ora non vogliamo ostacoli alla nostra capacità di spendere. Le cose che si possono comprare con il denaro le consideriamo una prova tangibile del nostro successo e una prova del nostro impegno”. In America e nei Paesi del Nord Europa dove il consumismo è alle stelle, per definire questo impulso irrefrenabile ad aprire il portafoglio, si parla di “media shopping compulsivo”. Gli studi dimostrano che la dipendenza da media shopping colpisce dal 2 al 10 per cento della popolazione adulta in USA, Canada, Germania e Inghilterra. Secondo la sociologa Helga Dittmar nell’ 80 per cento dei casi si tratta di donne. In America sono gli stessi college ad offrire carte di credito agli studenti. Spesso di queste carte i ragazzi ne fanno un uso improprio considerandole come denaro contante e non come un prestito ad alto tasso di interesse. Da una indagine svolta sugli studenti dell’ Università dello Iowa risulta che il 76% degli studenti possiede tre o più carte di credito, il 40 % ne ha sei o più. Gli addetti all’assistenza finanziaria affermano che un numero sempre crescente di studenti lasciano il college per i troppi debiti. In realtà, per molti di loro queste carte rappresentano la tanto sospirata indipendenza dai genitori, ma spesso proprio attraverso di esse si rendono conto di non essere ancora in grado di badare a se stessi. Secondo la psicologa Maria Rita Parsi, in casi estremi si può parlare di una vera e propria patologia che si manifesta dapprima sotto forma di un pensiero ossessivo, poi con 1’incapacità di razionalizzare e quindi di tenere a bada il proprio comportamento, infine con un senso di vuoto, di colpa e pentimento che portano a rinnegare l’azione commessa ma non evitano di certo che questa si ripeta di li a poco. Quando il bisogno di fare acquisti diviene compulsivo, si sviluppa una dipendenza simile all’alcolismo. L’ideale in questi casi é una terapia di gruppo attraverso cui, in un primo tempo, si ammette la propria schiavitù e se ne analizzano le motivazioni più profonde. In un secondo tempo si cerca di recuperare il controllo del proprio comportamento e del proprio portafoglio. Ma perché soprattutto le donne subiscono in maniera così forte il fascino degli acquisti? Spesso l’acquisto compulsivo è una sorta di compensazione. Gli oggetti riempiono dei vuoti dentro di noi, talvolta ci danno l’illusione di un cambiamento di identità, come tagliarsi i capelli. Bisogna osservare infatti, che cosa ci piace comprare: spesso, chi spende molto in abbigliamento o accessori lo fa per avere  un’immagine di sé costantemente diversa, per costruirsi una facciata. Dietro lo shopping irrefrenabile si nasconde qualcosa di profondo; l’insicurezza . Basta pensare anche a tutte coloro che non fanno acquisti per se ma per farne dono a qualcun’ altro, per mostrarsi generose, compiacenti, innamorate, desiderabili, insostituibili, in una parola IMPORTANTI. La maggior parte di queste donne sono “poco adulte”, non fanno preventivi né pianificano. E per questo, spesso, si ritrovano con grossi problemi finanziari. Molte di queste persone sono convinte del fatto che un evento esterno, uno qualsiasi, risolverà tutti i loro problemi. Un esperto del debito Jerrold Mundis scrive: “Le vere svolte sono quelle interiori, non quelle che si verificano all’esterno. Nessun evento esterno - dalla celebrità alla vincita al lotto - renderà in alcun modo migliore il nostro Io. L’io è un’immagine interiore, quel che percepiamo di essere, un insieme di pensieri e convinzioni. Se non è questo che cambia continueremo a comportarci e a sentirci proprio come prima.” In molti casi la lotta all’indipendenza comincia man mano a prendere il sapore di una vittoria amara. Sentirsi in grado di badare a se stesse, al proprio sostentamento può anche voler dire che non c’è più nessuno a cui appoggiarci, nessuno che si occupa di noi. Non c’è nessuno quando c’è la scadenza dell’affitto, nessuno che copre le nostre spese se ci ammaliamo e non possiamo lavorare, ma anche nessuno a farci un regalo, una coccola. Oggi gli esperti della nutrizione mettono in guardia dalle diete a favore di un cambiamento nello stile di vita. Cambiare il proprio modo di pensare nei confronti del cibo. Cambiare il proprio modo di pensare circa il proprio corpo e se stessi. Lo stesso vale per i soldi. Per le donne non sempre è facile riconoscere di avere problemi con i soldi e con gli acquisti. Qualcuna riconosce di avere problemi con i soldi ma non il suo ruolo nel crearli. Molte parlano solo di quanto lavorano cosa che in genere è molto vera. E’ anche probabile che spendano per i bisogni altrui: le scuole per i bambini, 1’apparecchio per i denti, la macchina nuova per l’uomo che amano, la crociera per 1’ anniversario dei genitori. Molte considerano il proprio stipendio come un extra, uno strumento per elevare il tenore di vita della famiglia. Questo sottende che hanno la sensazione di appartenere ad una famiglia di serie B. Non sempre tuttavia, chi spende in maniera compulsiva è una persona debole. Talvolta può accadere che si tratti, al contrario, di persone molto resistenti: resistenti alle responsabilità, resistenti alle limitazioni, resistenti alla maturità e resistenti alla crescita. Secondo Colette Dowling autrice di “Signore in rosso”, molte donne spendono tanto per arricchire l’equipaggiamento del Mito Romantico: seducente biancheria per il letto, teli e asciugamani per la doccia, candele, utensili e stoviglie per la cucina tutti strumenti per la creazione di una rassicurante casa nido. Questa mania, che parte dalla tendenza di migliorare se stesse, dopo essere passata attraverso la casa si riversa poi sui figli e sul marito. Apparentemente sembrerebbe una cosa giusta, quasi un dovere di tutte le donne e tutte le mamme ma ad un’analisi più attenta vediamo che non è così. Fino a che punto queste donne acquistano per il puro gusto di farlo e quante invece cercano di far apparire migliore ogni componente della propria famiglia o ogni angolo della propria casa perché si sentono inferiori? Lo psicologo newyorkese Oriole Peterfreund spiega che gli shopping dipendenti (1’ottanta per cento dei quali di sesso femminile) spesso soffrono di depressione e di scarsa autostima e comprano beni materiali nel tentativo di sentirsi meglio. Secondo uno studio  dell’Università del Minnesota, il tipico compratore compulsivo comincia già da adolescente ma non riconosce il problema nella sua estensione per altri dieci anni. Secondo la psicoanalista Janet Damon la spenditrice compulsiva è una donna di cultura medio- alta sulla trentina. Secondo 1’Autrice si tratta di persone costantemente alla ricerca di consensi “quando comprano regali cercano di comprare amore e potere. In realtà non è questione di soldi ma della sensazione di ansia che cercano di alleviare facendo acquisti. I neuroscenziati ritengono che la sindrome da shopping on line o media shopping, non diversamente da quanto avviene nella tossicodipendenza abbia una concreta base fisiologica. Le media shopping- dipendenti soffrirebbero di una forma di disordine ossessivo- compulsivo dovuto ad uno squilibrio di determinate sostanze chimiche. Queste persone, se trattate con farmaci che elevano il tasso di serotonina effettivamente non sono più spinte a spendere. Queste sostanze non sono diverse dagli antidepressivi che sono di grande aiuto nel trattamento di una serie di disturbi ossessivo- compulsivi inclusi i disordini alimentari il gioco d’azzardo e 1’ alcolismo. E’ incredibile quanto ai giovani d’oggi si continui maledettamente ad insegnare la dipendenza. Soprattutto alle donne. Le ragazze oggi hanno o quasi un papà, un fidanzato o un fratello che si occupa finanziariamente di loro. Nel 1990 la American Association of University Women (AAUW) ha condotto uno studio sull’autostima dei giovani su tutto il territorio nazionale. La scoperta preoccupante fu che mentre alle elementari il 60% delle femmine e il 67% dei maschi è soddisfatto di sé, alle scuole medie soltanto il 29% delle femmine continua ad esserlo in confronto ad una percentuale maschile di quasi il 50%. Una percentuale di maschi, doppia rispetto alle femmine, dice che ciò che preferiscono di se stessi siano le proprie straordinarie capacità. Quel che le ragazze apprezzano di più nella propria persona (quando c’è qualcosa che apprezzano) è l’aspetto fisico. Fa riflettere il fatto che gli adolescenti maschi sognano più in grande rispetto alle ragazze e sono più inclini a credere che i sogni possano diventare realtà. Nonostante i cambiamenti che ha avuto il ruolo della donna nella nostra società, osserva l’inchiesta, molte ragazze d’oggi continuano a cadere nei modelli tradizionali di scarsa autostima, sfiducia in se stesse e autocensura del proprio potenziale creativo ed intellettuale. Durante 1’adolescenza le ragazze perdono parte della propria fiducia in sé, rispetto ai maschi, e non la riguadagnano più. Le ragazze escono dall’adolescenza con aspettative ridotte e maggior sfiducia rispetto ai maschi; sono più soggette a stati di depressione e mancanza di speranze e sono quattro volte più predisposte ai tentavi di suicidio. In seguito alla pubblicazione di questa inchiesta una giornalista amencana, Peggy Orenstein,scrisse un libro dopo aver passato un intero anno a stretto contatto con delle alunne della ottava classe di due scuole californiane. In SchoolGirls la Orenstein scrive: “ Le adolescenti imparano ben presto a vedere i ragazzi come più liberi, con minori preoccupazioni e per questo più potenti. La diminuzione del senso di sé indica che spesso, inconsapevolmente, assumono docilmente uno status di ripiego secondario. Senza un forte senso di sé e delle proprie capacità, queste ragazze entrano nell’età adulta meno capaci di mettere in pratica le proprie potenzialità, meno disposte ad assumere sfide, a mettersi contro la tradizione nelle loro scelte lavorative. Con il passare del tempo, continua la Orenstein, i successi ottenuti non le soddisferanno mentre gli errori saranno considerati con più pessimismo, a conferma dei loro stessi dubbi. Saranno meno preparate a resistere alle tempeste della vita, si sentiranno sempre più sole, isolate e quindi più predisposte a cadere in depressione, a diventare sfiduciate ed autodistruttive”. Ma chiediamoci: perché avviene tutto ciò e soprattutto perché avviene nell’adolescenza? Le ragazze proprio nel periodo dell’adolescenza vengono umiliate e spesso ridicolizzate e derise dai compagni a causa del loro sviluppo sessuale. Diventano oggetto di desiderio e di scherno al tempo stesso. Questo messaggio le confonde e le intimidisce e fa sì che arretrino di fronte alle proprie forze e cerchino rifugio nel Mito Romantico sognando un principe che arriverà risolvendo tutti i loro problemi, proteggendole e regalando loro tanti bei figli, una bella famiglia, una bella casa, la macchina nuova, forse una pelliccia e di certo tanti gioielli.

Ma il Principe non arriva, quasi per nessuna.
MediaShopping story

Firenze - Italia   www.fondiaria-sai.eu   Firenze Nord  ebay ebae  ebay e-bai   google   google italia    virgilio   voli albergo  agenzia congressi   annuncio libero   agenzia congressi   promozioni offerte   biglietto aereo  hotels  shopping  assicurazione   valbormida.eu www.decompras.it   Shopping on line   Groupama  sa assicurazioni  www.assicurazionecondominio.it   www.convenzioni-agricoltori-agricoltura.it   www.agricoltura-allevamento.it

 

mediashopping.info