Il significato del termine musica è molto
dibattuto tra gli studiosi a causa delle sue varie accezioni e dei diversi usi
che se ne fanno.
Etimologicamente, il termine musica deriva dalle Muse (figure della mitologia
Greca e Romana) accostato al termine sottinteso tecnica. Infatti in origine il
termine Musica non era ad indicare una particolare arte bensì tutte le arti
delle muse, e che veniva intesa come qualcosa di "perfetto" e "bello". Oggi
essa si divide in molte forme differenti:
Le diverse accezioni da Mediashopping info
Musica come suono: Una delle più comuni definizioni di musica è di quella di
arte del suono organizzato, o - più specificatamente - di arte del produrre
significati e sensazioni, più o meno complessi - e comunque di natura
volontaria - organizzando suoni e silenzio. Simili definizioni - comunemente
accettate - sono state ampiamente adottate sin dal Diciannovesimo secolo,
quando si iniziò a studiare scientificamente la relazione tra il suono e la
percezione.
Musica come esperienza soggettiva: Un'altra delle definizioni comuni di musica
implica che la musica debba essere piacevole o melodica. Questo punto di vista
tiene conto del fatto che alcuni tipi di "suono organizzato" non sono musica,
mentre altri lo sono. Esistono versioni più elaborate di questa definizione
che tengono conto del fatto che ciò che è considerato musica varia da cultura
a cultura, e da epoca ad epoca. Questa definizione fu predominante nel
Diciottesimo secolo. Mozart, per esempio, usava dire che "la musica non
dimentica mai sé stessa, essa non deve mai cessare di essere musica."
Musica come una categoria della percezione: La definizione cognitiva, meno
comune, asserisce che la musica non è semplicemente suono, o la percezione di
esso, ma una rappresentazione interna che percezione, azione e memoria
contribuiscono a creare. Questa definizione è influenzata dalle scienze
cognitive, il cui scopo è la ricerca delle regioni del cervello responsabili
dell'analisi e della memorizzazione dei vari aspetti dell'esperienza
dell'ascoltare musica. Questa definizione include anche arti differenti come
ad esempio la danza.
Musica come approfondimento storico e antropologico: Il cammino e l'evoluzione
del pensiero musicale corrono di pari passo con il cammino dell'uomo nella
storia. L' antropologia trova nell'etnomusicologia risposte che altri studi
sull'uomo non riescono a dare.
Musica come costrutto sociale: Le teorie post-moderne asseriscono che, come
l'arte, la musica è definita innanzitutto nel suo contesto sociale. Da questo
punto di vista la musica è ciò che ognuno chiama musica, che sia fatta di
silenzio, di suoni, o di performance. La famosa opera "4'33"" (4 minuti e 33
secondi) di John Cage ha origine da questa concezione della musica.
Musica come cura del corpo e/o dello spirito Musicoterapia: Le qualità
liberatorie della musica si concretizzano da sempre dovunque nel mondo. Il
benefico potere derivante dall'ascoltare musica, o dal crearne e riprodurne
distingue i due rami principali riconducibili alla scienza stessa, che nascono
sempre dalla radice unica, la Musica. Osservata in Europa, e nell'occidente in
tempi relativamente recenti, dopo il Cinquecento, diviene strumento
terapeutico vero e proprio, fino all'uso odierno che spazia dalla cura di
depressioni, malattie psichiche anche molto gravi, disturbi neurovegetativi
ecc. In tempi più antichi e tutt'ora in siti culturalmente poco
occidentalizzati può definirsi musicoterapia un aspetto fondamentale
dell'educazione civica, intesa come "consapevolezza d'esser vivi" quindi
esistere. In Africa, ad esempio, fare musica con rudimentali strumenti quali
semplici percussioni o flauti di bambù è patrimonio comune nella società;
parimenti lo è il partecipare ballando e cantando, oltre che, ovvio,
ascoltando. Fondamentale è la partecipazione alla Musica, che è eletta a cura,
preghiera, dialogo, discussione nel senso più civilmente umano dei termini. In
realtà il diritto civile per questi popoli si concretizza, trovando la sua più
schietta espressione, proprio nella Musica.
A causa della larga gamma di definizioni, lo studio della musica è effettuato
in una grande varietà di forme e metodi: lo studio del suono e delle
vibrazioni (detto acustica), lo studio della teoria musicale, lo studio
pratico, la musicologia, l'etnomusicologia, lo studio della storia della
musica.
Storia della musica
Per approfondire, vedi la voce Storia della musica.
La storia della Musica è una storia molto complessa che ha avuto un sua
evoluzione nel corso dei millenni, enorme. In origine, la parola "musica",
stava a significare "musa", cioè tutto ciò che è bello, e perfetto. Non c'è
stata popolazione o persona che non iniziò a creare, a fare, del ritmo con
qualunque oggetto trovato sottomano, perché, il ritmo, sta quasi a riprodurre
il primo suono che abbiamo sentito (ritmato), nella nostra vita, quando
eravamo ancora nella pancia materna: il battito cardiaco ed il respiro.
Nell'antica Grecia nacque una materia, una scienza, che estraeva anch'essa
queste ultime due, la matematica, che è parte fondamentale della musica, come
Pitagora capì, per la relazione tra frazione e suono. Platone disse che come
la ginnastica serviva ad irrobustire il corpo, la musica doveva servire ad
arricchire l'animo, ritenendola una funzione educativa, come la matematica,
secondo lui bisognava saper scegliere fra tanto e poco, fra più o meno, fra
bene o male, per arrivare all'obiettivo finale. Nel cristianesimo ebbe grande
diffusione il canto, perché lo stesso "Cristo" veniva descritto come un
cantore insieme ai suoi discepoli: "E dopo aver cantato l'inno uscirono verso
il monte degli Ulivi" Matteo (14, 22-26). La musica nel cristianesimo si
sviluppa molto nel luogo di culto, la chiesa, musica che veniva suonata per la
celebrazione della messa.
Fu nel Medioevo, che furono inventate le note, perché le melodie erano sempre
più lunghe e più difficili da ricordare, così nacque l'esigenza di "annotare"
sopra il testo da cantare, con dei segni chiamati "neumi" che segnavano la
direzione ascendente o discendente della linea melodica. Dai primi aiuti
mnemonici, nacque il sistema del tetragramma, attribuito a Guido d'Arezzo (992
c.a.-1050 c.a.).
Dal 1500 iniziò lo sviluppo del sistema tonale che ebbe un delle sue pietre
miliari nell'opera di J.S.Bach "Clavicembalo ben temperato" (1722) , per
proseguire poi nel secolo d'oro della musica classica occidentale (tra il 1750
e il 1850), quando vennero elaborate forme sempre più ricche di musica
sinfonica ed operistica, fino a venire radicalmente contestato dalla musica
del XX secolo, che esplorò le nuove forme dell'atonalità.
Nel '900 ci sono anche formazioni di nuovi generi musicali, come il blues, il
country, il rock, il pop ,lo jazz, il metal, il fusion, ecc. Tutto questo si
deve alla rivoluzione tecnologica che intromette, l'altoparlante,
l'amplificatore e la batteria.
Gli ultimi anni del XX secolo vedono la creazione di nuovi generi che vanno a
rivisitare quelli passati, come ad esempio la musica sacra dei canti
Gregoriani, rivisitati in chiave profana.
Quindi la musica ha un'evoluzione che vede la trasformazione, del suo stesso
significato, la "perfezione", che si vede rappresentare in tanti modi diversi
e da tante cose diverse, dall'armonia della lira degli aedi a quella della
chitarra elettrica del Rock.
Teoria della musica
Caravaggio: Il suonatore di liutoUn'arte tanto antica e tanto legata alla
civiltà non poteva non generare un corposo insieme di conoscenze, che molti
studiosi della musica si sono preoccupati di sistemare e classificare. Queste
conoscenze sono sia di tipo strettamente musicale, come l'armonia e la
melodia, che di tipo più teorico e critico, come la musicologia che si occupa
di teoria musicale in senso lato, classificando i suoni, gli strumenti
musicali e i tipi di composizioni, e la loro evoluzione e discendenza nel
tempo e altri studi di cultura e storia musicale.
Altrettanto importante è la grammatica della musica in senso stretto, cioè il
pentagramma, le chiavi musicali e in generale il modo di scrivere
(semiografia) la musica. Questa parte della teoria, che potremmo chiamare di
alfabetizzazione musicale, viene insegnata con il solfeggio, prima parlato e
poi cantato, ed è il primo passo di una educazione musicale sistematica.
Da un punto di vista oggettivo, la musica, come il suono in generale, presenta
le caratteristiche del tono, del timbro, dell'intensità e della durata. Il
tono dipende dalla frequenza del suono, e può essere "acuto" o "grave". Il
timbro è la "qualità" del suono, ed è determinato dalla forma dell'onda
sonora, composta dalla nota fondamentale e dai suoni armonici. Ogni strumento
musicale, come così ogni voce umana, possiede il suo caratteristico timbro.
L'intensità stabilisce quanto un suono è percepito intenso o tenue. Anche la
posizione o il movimento nello spazio della sorgente del suono sono spesso
considerati come aspetti della musica. Il silenzio è spesso considerato come
uno degli aspetti della musica. La durata è il solo aspetto comune al
"silenzio" e al "suono", essendo l'aspetto temporale della musica. Un
musicista è chi esegue, compone o conduce la musica.
Alcune culture possono includere o meno gli aspetti sopra descritti, o
includere aspetti loro peculiari nella loro definizione di musica.